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Mercoledì 04 Novembre 2009 16:21
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“ I° CERNIA DAY” DI VENTOTENE
Il Cernia DayCentinaia d’occhi aperti sott’acqua, il 26 e 27 settembre 2009, a Ventotene in occasione del Cernia Day organizzato dall’Area Marina Protetta Isola di Ventotene e Santo Stefano e dalla Pro Loco di Ventotene con la collaborazione del Diving World Ventotene e del Ventotene Diving Academy.Sotto il coordinamento scientifico di Andrea Belluscio dell’Università La Sapienza di Roma, i sub si sono immersi per realizzare un censimento visivo della cernia, l’animale simbolo di ogni riserva marina. Decine di sub armati di schede identificative hanno contato il numero e dimensioni delle cernie osservate, nonostante il vento avesse reso impraticabile gran parte dei siti migliori.Perché la cernia bruna? Perché è al top della catena alimentare: la sua presenza è indice che l’ambiente è in buona salute ed è protetto. Le cernie sono infatti da sempre la preda regina dei pescatori, soprattutto quelli subacquei. La sua presenza, insomma, è una buona misura dell’efficacia della protezione all’interno della AMP.Ma, soprattutto, perché è la cernia è un pesce carismatico, di grandi dimensioni (può arrivare a più di un metro e oltre 50 anni di età) e con una storia particolare (nasce cernia e diventa… cernio). Naturale che sia anche il preferito dai subacquei! Al di là dell’obiettivo scientifico, infatti, l’intento degli organizzatori è stato anche di fornire ai subacquei che frequentano Ventotene l’occasione e gli strumenti per osservare il mare con occhi più consapevoli: che è poi, o dovrebbe essere, uno degli obiettivi fondamentali di ogni Area Marina Protetta.Cosa fa la cernia tutto il giorno sott’acquaLa cernia bruna è un pesce pantofolaio: trascorre la sua esistenza nei pressi della tana, che abbandona soltanto per cacciare o quando si trasferisce a profondità più elevate, dove l’acqua è più tranquilla, per svernare. Pur essendo un pesce fortemente territoriale, la cernia non è aggressiva nei confronti dei suoi simili e può così accadere che le tane siano condivise da più individui.Vive su fondali rocciosi molto articolati, in particolare lungo franate e pareti che presentino grotte o cavità adeguate alla sua mole e che soprattutto garantiscano un rifugio inespugnabile e una via d’uscita secondaria per svignarsela in caso di pericolo. Questo tipo di fondale, oltretutto, promette una notevole abbondanza di cibo per un pesce carnivoro come la cernia che si nutre di crostacei, piccoli pesci, seppie e polpi, che caccia durante il giorno risucchiandoli con un rapido scatto della bocca.La storia di ogni cerniaIn principio era un uovo. Che poi fu fecondato: da quel momento la piccola cernia iniziò a crescere e non si fermò più fino alla fine della sua vita.Tre giorni dopo la schiusa ed esaurite le scorte del sacco vitellino lasciatele dalla madre, la cerniotta, lunga appena pochi millimetri, andò a cercarsi il cibo da sola. Riuscì a trovarne in abbondanza e anche a sfuggire alla quantità di bocche affamate per le quali essa stessa rappresentava un boccone prelibato e così crebbe velocemente: in un anno aveva raggiunto circa i 17 cm. di lunghezza per pochi etti di peso.Festeggiò il suo primo chilo attorno al 5° compleanno, quando ebbe raggiunto i 40 centimetri; nell’estate di quell’anno ebbe i primi contatti col sesso maschile e cominciò a riprodursi.Cacciatori di cernieBenedetta Piacenti, staff Diving World: “Abbiamo avuto una buona risposta e molti sub erano curiosi. Molti non sapevano d’essere in una riserva marina, quindi il Cernia Day è stata una buona occasione per informarli”Valentina Marengo, biologa dell’Università di Roma: “I sub erano molto incuriositi dalle abitudini molto curiose della riproduzione.”Giulio Venditti e Daniele Monti, del Centro Sportivo Castro Pretorio: “Abbiamo visto molto interesse nonostante le condizioni ambientali fosser difficili. E anche io, che sono un istruttore, ho imparato a osservare meglio le cernie, che pure sono i miei pesci preferiti: d’ora in avanti farò molto più caso ai colori e alla livrea, che indica lo stato d’animo dell’animale e a volte il sesso”.Claudio Giardini, Sub Tridente Pesaro, a Ventotene con 42 sub di tutti i livelli: “Bella iniziativa, per noi è stata una sorpresa. Per noi è stato interessante perché fornisce uno scopo e uno spessore diverso alle immersioni”I risultatiIniziamo con il dire che le condizioni del tempo di questo primo “Cernia Day” non sono state proprio le più favorevoli: in mattina si sono potute fare immersioni solamente alle Sconciglie e a Punta Pascone, su fondali al massimo di una quindicina di metri, comunque con una forte corrente. Nel pomeriggio una schiarita del cielo e il mollare del vento di levante hanno permesso a quasi tutti i subacquei presenti di andare a visitare il famoso sito della “Secca della Molara”, il più interessante per la numerosa presenza di cernie. Per l’occasione sono stati aperti ai subacquei anche i due versanti di Punta Spasaro, a S. Stefano, all’interno della zona A di Riserva Integrale della AMP.Un po’ di risultati di questa giornata, che, ripetiamo, per il mare mosso e la forte corrente, non era proprio la più indicata per un monitoraggio!Hanno partecipato alla manifestazione circa 120 subacquei, provenienti da varie parti d’Italia. In tutto, nei 5 siti in cui si sono potute fatte immersioni, sono state censite 51 cernie brune e 8 cernie dorate. |
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